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Italien Front - Il Fronte italiano nella I Guerra Mondiale

Il 28 luglio 1914 ebbe inizio il primo conflitto mondiale e si concluse l’11 novembre 1918. Il bilancio in termini di vittime fu di oltre 9 milioni tra i combattenti e 7 milioni tra i civili. L’Italia entrò nel conflitto il 23 maggio 1915. Die Italien Front era una fascia di territorio, sul confine tra l’Italia e l’Austria-Ungheria, dove si svolsero numerose battaglie tra il 1915 e il 1918. Le alte vette alpine, il terreno carsico a cavallo tra l’Italia e l’odierna Slovenia furono teatri di offensive sanguinose e inconcludenti. Siamo stati tra le le trincee, le fortezze, i musei a cielo aperto, le collezioni private, i cimiteri di guerra, immergendoci nella vita quotidiana di luoghi bellissimi. Molti siti di battaglie sono oggi luoghi della memoria, dove guide, rievocatori storici, recuperanti, guardie forestali raccontano gli eventi storici e aiutano i visitatori a conoscere le storie umane della Grande Guerra. 

Tutte le foto sono copyright di Molo7
Una vista delle Alpi venete dal Sacrario del Monte Grappa (Italia). Il Sacrario è un luogo di sepoltura monumentale per i soldati uccisi da entrambe le parti durante prima guerra mondiale La seconda battaglia del Monte Grappa, nel 1918, fu un punto di svolta nella prima guerra mondiale. Il Regio Esercito Italiano riuscì a respingere le truppe dell'impero austro-ungarico, ma il costo in vite umane fu disastroso per entrambi gli schieramenti.
Un gruppo di visitatori si fa largo a fatica tra la neve che ricopre il Sacrario del Monte Grappa (Italia). Il Sacrario è un luogo di sepoltura monumentale per i soldati uccisi da entrambe le parti durante prima guerra mondiale La seconda battaglia del Monte Grappa, nel 1918, fu un punto di svolta nella prima guerra mondiale. Il Regio Esercito Italiano riuscì a respingere le truppe dell'impero austro-ungarico, ma il costo in vite umane fu disastroso per entrambi gli schieramenti.
Sacrario del Monte Grappa (Italia). Il Sacrario è un luogo di sepoltura monumentale per i soldati uccisi da entrambe le parti durante prima guerra mondiale La seconda battaglia del Monte Grappa, nel 1918, fu un punto di svolta nella prima guerra mondiale. Il Regio Esercito Italiano riuscì a respingere le truppe dell'impero austro-ungarico, ma il costo in vite umane fu disastroso per entrambi gli schieramenti.
Una fortificazione italiana sul Monte Grappa (Italia). Dopo la sconfitta disastrosa italiana di Caporetto (o Kobarid in sloveno), la vetta del Grappa divenne uno dei principali baluardi difensivi italiani e rimase inespugnabile fino alla vittoria finale nell'ottobre 1918.
I resti di una trincea italiana sul Monte Grappa. Dopo la sconfitta disastrosa italiana di Caporetto (o Kobarid in sloveno), la vetta del Grappa divenne uno dei principali baluardi difensivi italiani e rimase inespugnabile fino alla vittoria finale nell'ottobre 1918.
Il sacrario militare Fogliano Redipuglia (Italia) è un mausoleo dedicato alla memoria di oltre 100.000 soldati italiani caduti durante la Grande Guerra. Si trova sul Monte Sei Busi, in provincia di Gorizia.
Una passeggiata notturna con un gruppo di appassionati di montagna sulle pendici del Monte Grappa (Italia). Durante la prima guerra mondiale una serie di battaglie furono combattute tra gli eserciti austro-ungarico e il Regno d'Italia per il controllo del massiccio del Monte Grappa, una vetta che copriva il fianco sinistro del fronte italiano del Piave.
Monte Grappa (Italia), località Col Campeggia. Ancora si trovano le scritte dei soldati nei tunnel militari a ridosso del fronte.
Il Museo della Guerra di Kobarid (Slovenia). Queste quattro persone sono sopravvissute alla guerra gravemente ferite. Il Museo documenta la prima guerra mondiale sul fronte dell'Isonzo, concentrandosi sulla dodicesima battaglia dell'Isonzo, conosciuta come la Battaglia di Caporetto. La battaglia fu uno degli scontri più violenti nella storia di questa regione montuosa.
Cesuna (Italia). Il cimitero italiano. Cesuna è un villaggio situato sull'Altopiano d'Asiago, l'altopiano attaccato dalle forze austriache con un'offensiva iniziata il 11 marzo 1916 (Battaglia di Asiago).
Passo Valparola (Italia). Una vista dal Museo del Forte Tre Sassi, uno dei musei a cielo aperto più interessanti della Grande Guerra sul fronte dolomitico. Su queste montagne una guerra incredibile fu combattuta tra gli eserciti italiano e austro-ungarico.
Sasso di Asiago (Italia). Una croce fatta di pallottole e ferro della Grande Guerra. La croce è stata realizzata da un anziano recuperante di nome Mario Rossi detto Pupi. L’uomo negli anni Cinquanta lavorava nelle cave di marmo dell’altopiano di Asiago, ma per arrotondare la povera busta paga, armato di un metal detector americano, andava a cercare i resti della Grande Guerra presenti sotto terra e li rivendeva alle acciaierie di Treviso. Fare il recuperante, in quegli anni era un’attività molto diffusa in Veneto e Friuli.
San Martino del Carso (Italia). Alcuni oggetti ritrovati sotto la terra del Carso da parte del gruppo speleologico locale.
Una installazione presso Il Museo della Guerra di Kobarid (Slovenia). Il Museo documenta la prima guerra mondiale sul fronte dell'Isonzo, concentrandosi sulla dodicesima battaglia dell'Isonzo, conosciuta come la Battaglia di Caporetto. La battaglia fu uno degli scontri più violenti nella storia di questa regione montuosa.
Monte Grappa (Italia). Un recuperante, col suo meta detector, cerca oggetti in ferro appartenuti ai soldati: armi, caschi. Molte persone cresciute nelle zone di guerra svolgono questo tipo di attività con l'obiettivo di creare collezioni private aperte al pubblico o per vendere i cimeli trovati ad appassionati. Negli anni Cinquanta tale attività è stata svolta da povera gente per guadagnare i soldi per vivere, rivendendo il ferro alle acciaierie. Molti sono morti o rimasti mutilati per l’esplodere di bombe inesplose.
Monte Grappa (Italia). Un piccolo museo di guerra presso la Baita del Monte Asolone. Molte persone cresciute nelle zone di guerra svolgono l'attività di recuperante con l'obiettivo di creare collezioni private aperte al pubblico o per vendere i cimeli trovati ad appassionati. Negli anni Cinquanta tale attività è stata svolta da povera gente per guadagnare i soldi per vivere, rivendendo il ferro alle acciaierie. Molti sono morti o rimasti mutilati per l’esplodere di bombe inesplose.
Un gruppo di rievocatori storici sul Treno della Memoria. Questo evento commemorativo corre due volte l'anno, parte da Gorizia con un treno a carbone e termina il suo tour a Kobarid, seguendo la strada delle battaglie combattute lungo il fiume Isonzo.
Un gruppo di rievocatori storici sul Treno della Memoria. Questo evento commemorativo corre due volte l'anno, parte da Gorizia con un treno a carbone e termina il suo tour a Kobarid, seguendo la strada delle battaglie combattute lungo il fiume Isonzo.
Un gruppo di turisti appassionati ai temi della memoria e della guerra presso il Memoriale di Caporetto (Slovenia). Kobarid è nota per la Battaglia di Caporetto (1917), cui seguì la ritirata italiana, come documentato da Ernest Hemingway nel suo romanzo Addio alle armi.
Alcuni bambini giocano su un prato a Kobarid (Slovenia), detta anche Caporetto in italiano. La battaglia di Caporetto (conosciuta come la dodicesima battaglia dell'Isonzo) si svolse dal 24 ottobre al 19 novembre 1917, vicino alla città di Caporetto (oggi nel nord-ovest della Slovenia, allora parte del territorio austriaco). Le forze austro-ungariche, rinforzate dalle unità tedesche, penetrarono la linea del fronte italiano. L'uso di gas tossici da parte dei tedeschi giocò un ruolo chiave nel crollo della Seconda Armata italiana. Ma va anche detto che l’esercito italiano sbagliò completamente strategia. Questa battaglia ebbe effetti terribili per entrambi gli eserciti: 70.000 unità tra morti e feriti per le forze austro ungariche; 10.000 morti, 30.000 feriti, 265.000 prigionieri e 350.000 dispersi per l'Esercito italiano.
Jof di Somdogna, cuore delle Alpi Giulie, a quasi 2000 metri di altezza (Italia). La vista dalla finestra di un rifugio militare italiano. La prima guerra mondiale fu combattuta ad alte quote. Lungo quello che una volta era il confine tra il Regno d'Italia e l'Impero Austro-Ungarico, sono stati realizzati numerosi musei a cielo aperto, veri e propri itinerari da scoprire.
Jof di Somdogna, cuore delle Alpi Giulie, a quasi 2000 metri di altezza (Italia). L'interno di un rifugio militare italiano. La prima guerra mondiale fu combattuta ad alte quote. Lungo quello che una volta era il confine tra il Regno d'Italia e l'Impero Austro-Ungarico, sono stati realizzati numerosi musei a cielo aperto, veri e propri itinerari da scoprire.
Jof di Somdogna, cuore delle Alpi Giulie, a quasi 2000 metri di altezza (Italia). La prima guerra mondiale fu combattuta ad alte quote. Lungo quello che una volta era il confine tra il Regno d'Italia e l'Impero Austro-Ungarico, sono stati realizzati numerosi musei a cielo aperto, veri e propri itinerari da scoprire.
Le trincee sul Monte Kolovrat (Slovenia). La cresta del Kolovrat è una zona di transizione tra l'Isonzo superiore in Slovenia e la Regione Friuli in Italia. In virtù della favorevole vista panoramica che si ha da questo punto, l'esercito italiano costruì qui un fitta rete di trincee che andarono a formare la sua terza linea di difesa.
Le trincee sul Monte Kolovrat (Slovenia). La cresta del Kolovrat è una zona di transizione tra l'Isonzo superiore in Slovenia e la Regione Friuli in Italia. In virtù della favorevole vista panoramica che si ha da questo punto, l'esercito italiano costruì qui un fitta rete di trincee che andarono a formare la sua terza linea di difesa.
L'Abbazia di Sant'Eustachio a Nervosa della Battaglia (Italia) fu completamente distrutto così come il villaggio omonimo, testimone di una sanguinosa battaglia nel 1918.
San Martino del Carso (Italia). Chilometri di trincee, resti di postazioni, monumenti e luoghi suggestivi tra le montagne e il mare caratterizzano il Carso nel suo museo all'aperto unico e affascinante, dove l'esercito austro-ungarico si oppose all'esercito italiano in una lunga ed estenuante guerra di attesa. A San Martino il poeta Ungaretti dedicò la celebre poesia.
I vigneti di San Martino del Carso (Italia). La zona intorno al Monte San Michele è ora un'area sacra ed è un memoriale a cielo aperto con un piccolo museo. Il piccolo villaggio di San Martino fu il luogo del terribile attacco austriaco fatto con i gas nel giugno 1916. San Martino fu distrutto e in seguito immortalato da una poesia di Giuseppe Ungaretti che compose durante il suo servizio nelle vicinanze nell’agosto 1916.
Una partita di calcio giocata nei pressi di San Vito al Tagliamento (Italia). Il Carso, la zona dell’Isonzo, le Alpi Giulie e le Prealpi, le Alpi Carniche e la zona collinare lungo la linea del Tagliamento furono luoghi di lotte, mentre tutta la pianura divenne una grande area dietro la linea del fronte al servizio delle forze armate e fu successivamente invasa dalle truppe austro-tedesche dopo la sconfitta di Caporetto (Kobarid).
Pinzano (Italia). Il Carso, la zona dell’Isonzo, le Alpi Giulie e le Prealpi, le Alpi Carniche e la zona collinare lungo la linea del Tagliamento furono luoghi di lotte, mentre tutta la pianura divenne una grande area dietro la linea del fronte al servizio delle forze armate e fu successivamente invasa dalle truppe austro-tedesche dopo la sconfitta di Caporetto (Kobarid).
Fagarè della Battaglia (Italia). Due aerei Tiger Moth in volo sopra il fiume Piave, un fiume sacro per la memoria italiana, molto conosciuto per la battaglia combattuta tra il 15 e il 23 giugno 1918, una vittoria decisiva per l'esercito italiano durante la prima guerra mondiale.
Tolmino (Slovenia). Una coppia si ristora dal caldo estivo su una spiaggetta del fiume Isonzo. Le Battaglie dell'Isonzo furono una serie di 12 battaglie tra gli eserciti austro-ungherese e italiano, combattute lungo questo storico fiume, per gran parte sul territorio dell'attuale Slovenia, per il resto in Italia, tra il giugno 1915 e il novembre 1917.
Il fiume Tagliamento nei pressi di San Vito (Italia). Il Carso, la zona dell’Isonzo, le Alpi Giulie e le Prealpi, le Alpi Carniche e la zona collinare lungo la linea del Tagliamento furono luoghi di lotte, mentre tutta la pianura divenne una grande area dietro la linea del fronte al servizio delle forze armate e fu successivamente invasa dalle truppe austro-tedesche dopo la sconfitta di Caporetto (Kobarid).
Un albero solitario sul Monte Grappa al momento del disgelo dopo un lungo e nevoso inverno. Dopo la sconfitta disastrosa italiana di Caporetto (Kobarid in sloveno), la vetta del Grappa divenne uno dei principali baluardi difensivi italiani e rimase inespugnabile fino alla vittoria finale nell'ottobre 1918.
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